Mostre & Eventi
Watermarks. Segni dall’acqua
09 Giugno 2026 – 30 Novembre 2026
Watermarks. Segni dall’acqua è un’esposizione temporanea a cura di Francesco Trentini che esibisce e approfondisce i valori spaziali degli ambienti del piano nobile di Villa Pisani attraverso l’introduzione di diciotto creazioni tessili di Donna Carmela Santoro.
Il progetto Watermarks nasce come un intervento artistico site-specific pensato per gli spazi storici di Villa Pisani con l’intento di instaurare un dialogo sensibile tra la dimensione fluida dell’acqua e l’architettura monumentale della villa settecentesca, affacciata sul naviglio del Brenta, dove l’acqua rappresenta da secoli un elemento centrale del paesaggio e della storia del territorio. Il potenziale simbolico dell’elemento fluido è in generale una delle fonti più importanti per le creazioni di Donna Carmela Santoro. Nel caso di Watermarks l’acqua è pensata come spazio teorico per il processo di sedimentazione dei valori ambientali di Villa Pisani, avvenuto nella realizzazione dei diciannove abiti in mostra; quasi filigrane, segni d’acqua generati da un processo d’immersione e precipitazione come impronte sulla carta.
Realizzati senza disegni né cartamodelli, gli abiti sono costruiti dall’artista Donna Carmela Santoro direttamente sul manichino attraverso un processo intuitivo e materico. “I tessuti utilizzati comprendono materiali sia pregiati sia di recupero, trasformati e riportati a nuova vita attraverso tecniche di decostruzione e ricomposizione” spiega l’artista. “Il processo creativo si sviluppa attraverso una fitta trama di cuciture visibili, che modificano la consistenza e la struttura del tessuto. Le cuciture diventano parte integrante della forma e del ritmo della superficie, generano tensioni, rilievi e ondulazioni da cui emergono forme organiche che evocano i movimenti e le morfologie dell’acqua.” La collezione Watermarks è l’esito di un processo di nove mesi di lavoro, durante il quale circa 700 metri di tessuto sono stati attraversati da oltre 50.000 metri di filo, generando più di 15.000 metri di cuciture. Questa trama di fili costituisce una vera e propria architettura tessile: un sistema organico di tensioni e connessioni che sostiene le forme come uno scheletro invisibile.
“Ogni creazione esposta trattiene e incarna una trama di linee forza ambientali che in parte incontrano il corpo e in parte scaturiscono da esso” chiarisce il curatore Francesco Trentini illustrando il fondamento teorico dell’esposizione in relazione al contesto di Villa Pisani. “All’interno delle architetture di Francesco Maria Preti, l’abito si rivela come struttura simbolica, generatrice di spazio, crocevia di energie e tensioni in atto tra l’artista e il contesto. Invocando la presenza di corpi, le creazioni tessili di Donna Carmela Santoro portate a dimorare in Villa Pisani diventano creatrici di situazioni gestuali reali o immaginate. Si viene così a elaborare il grande tema dell’assenza, che promana da stanze un tempo spazio scenico di azioni individuali e collettive e ora testimoni silenti di memoria, ambienti sospesi in attesa che nuove situazioni di vita tornino a popolarle.”
Il progetto Watermarks segna un nuovo passo nella relazione tra Villa Pisani di Stra e il mondo della creazione tessile e della moda, che negli anni si è stratificato e approfondito passando dalla mostra fotografica dedicata alle creazioni di Dior (2019) alla grande monografica di Roberto Capucci (2025). Ora gli abiti, nati dall’approfondimento delle trame cromatiche che strutturano gli ambienti di Villa Pisani, intervengono a popolare per la prima volta in maniera diffusa le stanze del piano nobile diventando manifestazioni e presenze rivelatrici e sorprendenti, abitanti silenziosi di un mondo in costante e fluido divenire tra passato e presente. L’intervento contemporaneo è dunque proposto come una presenza discreta capace di amplificare la dimensione evocativa degli ambienti della Villa. Le creature tessili della collezione Watermarks si inseriscono negli spazi come apparizioni silenziose, creando relazioni visive e simboliche con l’architettura, la decorazione pittorica e la luce naturale delle sale.
Carmela Santoro (Napoli, 1968), in arte Donna Carmela Santoro, è un’artista multidisciplinare attiva tra arte tessile, performance, costume e ricerca sul corpo. Dopo una lunga esperienza nel settore sartoriale e nella confezione industriale, sviluppa una pratica artistica basata sulla decostruzione del tessuto e sulla trasformazione dei materiali. Ha fondato a Berlino l’associazione artistica Teatro Instabile Berlino e successivamente ha sviluppato progetti artistici e formativi tra Barcellona, Torino e Venezia, dove vive e lavora dal 2021. La sua ricerca si concentra sulla trasformazione del tessuto in organismo vivente, creando abiti-scultura che possono essere indossati, abitati e trasformati.








